da Mafalda Fusilli | Apr 20, 2016 | Blog, Riflessioni
Harold si alzò alle sette prima che la sveglia suonasse
Ore 6 e 42
Non era riuscito a dormire, aveva considerato più volte l’idea di alzarsi, ma l’aveva scartata perché troppo impaurito di destare sospetti. Era tornato a casa mentre i bambini e Polly dormivano, o almeno così aveva creduto. Aveva detto a Polly che sarebbe andato ad una riunione del gruppo di lettura, e poi ad una cena per gli auguri in vista del prossimo Natale.
Ore 6 e 45
La verità era il suo essere stato un fedifrago.
Il solo pensare a quella parola gli faceva attorcigliare la lingua, così estranea, figuriamoci se avesse dovuto spiegare il perché.
Ore 6 e47
Era estraneo a questo tipo di sensazioni, paura mista ad eccitazione lo avevano tenuto sveglio. Non si era neanche mosso per non destare sospetti.
Tale l’ansia di essere scoperto che non era neanche stato capace di rivivere i momenti della serata precedente; come se un flusso di pensieri e ricordi potessero attraversare le sue membra e giungere ai neuroni di Polly.
Ore 6 e 54
Ma come era successo tutto questo, non lo aveva pianificato, o meglio lo aveva sempre progettato nella sua mente, ma come se a poterlo vivere, questo momento di puro caos vitale, potesse essere il suo alter ego e non il serio, tenace, affidabile, stabile Harold.
Ore 6 e 57
Harold aveva sposato la strana, ma perspicace Polly.
Polly, una donna che sembrava non essere mai presente a se stessa, ma che poi era capace di sorprendere con intuizioni e riflessioni.
Polly aveva un suo modo di percepire la verità, la annusava, e questo suo atteggiamento da indagatore svampito non faceva altro che aumentare la tensione in Harold.
Ore 7 e 00
Harold con un passo felpato arrivò alla porta del bagno, la chiuse alle spalle.
Era talmente forte il senso di colpa, o forse la paura, che lo scroscio della sua urina sembrava molto più rumoroso, e i suoi respiri ancora più pesanti.
Ore 7 e 05
Il suono della sveglia, e poi più nulla, perché il suo cuore era un tamburo nelle orecchie. Non riuscì a decidere se aspettare che la porta si aprisse o se fingere di essere impegnato a tagliare le unghie dei piedi.
Si gettò nella doccia , non ancora calda, ma il freddo dell’acqua non era nulla sulla nuca intirizzita per i nervi tesi.
Ore 7 e 10
Pensò di non essere troppo accorto con la biancheria da notte, altrimenti avrebbe potuto essere sospetto di non voler far arrabbiare Polly, ma decise di indossare la camicia del giorno prima, casomai non l’avesse ispezionata a fondo.
Ore 7 e 25
La colazione con i bambini, un incubo fatto di continui richiami all’attenzione, e di flashback di cosce, peli, odori, respiri.
I cereali masticati, fino a diventare una poltiglia perché incapace di deglutire.
E il suo cuore, un martello nelle tempie.
Le mani, che lo avevano posseduto e che continuava a sentire lungo il suo collo.
Alla fine sarebbe morto, lo sapeva.
Harold, il serio, quello educato, assennato, non avrebbe mai fatto nulla del genere.
Casomai avrebbe subito un tradimento, ma non lo avrebbe perpetrato.
Ore 7 e 40
Sentì Polly richiamare tutti all’ordine, era tardi, bisognava uscire per la scuola e il lavoro.
La vide correre e spazzolarsi i capelli, mentre guardava quali giacche fossero giuste per il clima di quel fantastico giorno di Dicembre.
Polly, donna molto poco organizzata, ma che sbrogliava ogni matassa e seppur non vi riusciva era di un altruismo spaventoso che avrebbe ammorbidito qualsiasi cuore.
Ore 7 e 45
Vide Polly e la sua valigetta davanti alla porta di casa, lo salutava con un piccolo mezzo sorriso che non raggiungeva gli occhi, o forse sì. E mentre Harold faceva scendere il suo sguardo lungo il corpo conosciuto, e non più bello di sua moglie d’improvviso si accorse che Polly non indossava il suo anello di matrimonio.
Ore 7 e 47
Da quando?
Sentì una goccia di sudore, penetrare la piega di pelle sotto i glutei.
Perché lo aveva tolto?
Per caso lo aveva tradito?
Ps. Piccolo esperimento di scrittura by una mamma del sud.
da Mafalda Fusilli | Apr 7, 2016 | Blog, Riflessioni
La TV pubblica ultimamente non ne prende una.
Possono giustificare Vespa e la sua intervista a Salvo Riina, figlio del famigerato boss pluriomicida, definendolo addirittura “colpo giornalistico”Gramellini; o intervista condivisa e ritenuta interessante “per far luce su una mentalità”Lucarelli.
A me fa specie.
E a quanto pare non sono l’unica.
Non si tratta di falsi moralismi, da parte mia e di tutti coloro che si trovano in disaccordo con questo genere di TV, ma si tratta di indignazione per chiara mancanza di contenuti.
La mia impressione è che l’obbiettivo primario sia l’audience. Questa forma di marketing avrà il suo perché, ma si dovrebbe avere un certo “stile”.
E questa mancanza di stile e di contenuti la ritrovo sempre oggi, e sugli stessi canali di informazione dove leggo che Raffaele Sollecito sarà un’opinionista criminologo……….ma dai……. questa è pure peggio dell’intervista a Salvo Riina.
“Ho maturato sulla mia pelle l’esperienza mediatica e giuridica, devo pagare 1,3 milioni di euro per il processo” R.Sollecito.
Credo che queste parole si commentino da sole………
Non entro nel merito della giustizia, non sono il boia, e tanto meno l’inquisizione. Ciò che ha fatto o non, lo sa lui e la sua coscienza, ma…… un’ingegnere che si appresta a fare l’opinionista CRIMINOLOGO…… quando ci sono specialisti del settore che sono senza lavoro, l’uso dei verbi e dei congiuntivi potrebbe approfondirlo. E poi come mai gli si offre un’ingaggio televisivo per pagare le spese processuali, non mi sembra che questo tipo di trattamento sia previsto per tutti i processati. Ad ogni modo, per fugare ogni dubbio sulla sua preparazione basta sentire l’intervista sul “corriere TV”.
Altra perla fantastica sono i commenti dei vari critici alla trasmissione Dell’isola……dei F……
Dove si attacca la Marcuzzi per i suoi outfit in trasmissione…….o per le troppe “POPPE” al vento dei concorrenti……e non si pensa a tutto il resto, agli errori tecnici fatti alla base della scelta di casting e degli.. opinionisti di trasmissione….insomma come dice Aldo Grasso “le cose non funzionano perché sono sbagliate in partenza”.
Sembra quasi una metafora per descrivere il nostro paese……del resto se la Tv rappresenta lo stato…. siamo proprio messi bene.
Ma a una mamma del sud, se togli la tv cosa resta…..io torno a vedere il “orange is the new black” su Netflix, le carceri femminili di sicuro hanno contenuti più appropriati della Tv pubblica, e una mamma può imparare moltissimo dalle galeotte del Lichfield Penitentiary.
da Mafalda Fusilli | Apr 1, 2016 | Blog, Riflessioni
Questi uomini non sono né carne né pesce…….Lo dice mia madre , lo diceva mia nonna.
E dunque sono Tofu?
Scherzi a parte negli ultimi tempi mi è capitato di leggere diversi editoriali su note riviste, dove si fa riferimento alla profonda confusione delle nuove generazioni maschili.
Se penso alle nuove generazioni, ai nuovi “maschi”, penso ai miei figli, ai loro coetanei, più che a mio marito, mio fratello o i miei amici, non per egoismo ma perché in certe situazioni, come dire “il dado è tratto”.
Gli uomini, dicevamo, sono confusi, brancolano nelle continue richieste del genere femminile e della società, che a parer mio e non solo (M.E: Viola direttoregioia@hearts.it), neanche hanno le idee tanto chiare.
Infatti, a questo proposito si è espresso un altro guru Mark Simpson (scrittore), il quale ha affermato che a forza di fare pressioni sulle leve emotive dei maschi “Alfa”, abbiamo innescato un processo irreversibile, i ragazzi sono completamente confusi.
Per non confondere anche noi, ho cercato di venirne a capo prendendo, ovviamente, ad esempio la mia esperienza di madre di due maschi, per la definizione “Alfa” aspetterei sinceramente.
Per cultura, o meglio per retaggi culturali (generalizzo), insegniamo ai nostri figli maschi a minimizzare le emozioni, soprattutto relative a insicurezza,timidezza, paura, dolore. Cercando di renderli forti,”duri”, e seppur non sono le madri a comportarsi in questo modo (mi riferisco sempre alla mia esperienza) ci pensano ,padri, zii, nonni.
A conferma di questo, ho letto la sintesi dello studio di uno psicologo , il quale afferma che per gestire sentimenti e sensazioni, come ad esempio la rabbia, i genitori tendono, mediamente, a parlare di emozioni con le bambine piuttosto che con i bambini.
Eppure l’empatia, l’espressione di ciò che si prova non fa nessuna differenza di genere durante l’infanzia, l’approccio è istintivo e uguale.
Fragilità, timidezza, ansia dovrebbero essere consentite indipendentemente dal sesso di appartenenza.
Ad esempio la manifestazione del pianto, quante volte ho dovuto ribadire che piangere fa bene, è giusto, è sano e liberatorio, se si conosce la ragione, e che non bisogna vergognarsi o per questo sentirsi una “femminuccia”.
Senza poi approfondire la questione AZIONE_GIOCO_GENERE. “Che fai giochi a pentoline? ma tu sei un maschio!” e quindi….. esci distruggi una staccionata salvo poi piangere, perché credi di aver preso il tetano o il raffreddore…….
Credo che così non vada bene.
Vogliamo bimbi, adolescenti, uomini veri! E cioè?
Aggressivi, “forti”, insensibili, freddi calcolatori, che però sappiano quando è il momento di essere romantici, teneri, sex symbol, sensibili a certe situazioni particolari, goleador, irsuti primitivi, ma curati, attenti al corpo, ma non troppo, con una tempra d’acciaio ma mai violenti.…mai piagnoni, però c’è pianto e pianto, non vogliamo i frignoni ma li vogliamo con un “cuore” senza passare per cretini, ma neanche per “stronzi”…..Aiuto….
Ci scandalizziamo, a giusta ragione, difronte ai sempre più comuni episodi di bullismo, però gli insegniamo a ricorrere alle etichette, e alle differenze di genere……Senza pensare alla totale negazione, o non accettazione di insuccessi sia nella scuola, nello sport che nella vita sociale.
Basti pensare agli ultimi fatti, gravissimi, della cronaca italiana, dettati da un “FAMILISMO AMORALE CHE RENDE I FIGLI DISUMANI”.(E.Banfield)
Io, sono una madre, anche se giovane, una cosa l’ho capita, ho fatto e farò tantissimi errori perché essere genitori è un compito difficile, ma essere figli lo è ancor di più.
Troppe pressioni, poca attenzione, troppa indulgenza, tanta superficialità, nessuna tolleranza né per sé né per gli altri, nessun rispetto ma tanta, tanta insicurezza sono una buona ricetta per una
Generazione Tofu
(altro…)
da Mafalda Fusilli | Mar 23, 2016 | Blog, Cucina
Avrei dovuto fare la spesa per poter fare la mia ottima pasta e piselli…..ma la pioggia e l’otite di Edo hanno impedito l’esecuzione di uno dei miei piatti migliori di primavera.
Non bisogna mai darsi per vinti, il frigo ha mille potenzialità soprattutto quando lo devi svuotare in vista delle future vacanze…….
Dunque ideoooonaaa… un bel timballo di spaghetti svuota frigo e riempi pancia…….
Da notare il mio tempismo per qualsiasi forma di dieta pre Pasqua……..ma queste sono altri problemi.
dunque parliamo della ricetta..
500 gr di spaghetti possibilmente doppi…..chitarra….vermicelli……
8 uova fresche….. ovviamente dell’oasi naturale
piselli freschissimi…….primizie che costano quanto l’oro
parmigiano
salsiccia piccante calabra
ricotta secca di Montella
scamorzone di Bagnoli
un pizzico di pepe
una noce di burro
olio evo siciliano.
Cuocere i piselli con un goccio di Fiano di Avellino e far rosolare.
Intanto cuocere gli spaghetti, se si mischiano diverse tipologie per svuotare la dispensa occhio alla cottura, io li tolgo sempre molto al dente, perché subiranno una seconda cottura.
Sbattere le uova con vigore aggiungere un pizzico di pepe e parmigiano.
Una volta scolati gli spaghetti aggiungere il burro per non fare una colla, aggiungere i piselli e tutti gli altri ingredienti un po’ alla volta.
Una volta che si è amalgamato il tutto aggiungere il battuto di uova e continuare ad amalgamare.
Nel mentre mettere olio evo in una padella antiaderente, io scelgo quelle in pietra sono ottime.
Versare il contenuto nella padella e coprire, cuocere a fuoco lentissimo, controllando la cottura, quando lo si ritiene opportuno con l’aiuto del coperchio girare il timballo mettendo un piatto sotto per recuperare i liquidi che potrebbero sfuggire.
Continuare la cottura sempre con molta attenzione.
Occhio……..non va servito molto caldo altrimenti si sfalda…….
Buon appetitoooooo.
da Mafalda Fusilli | Mar 19, 2016 | Blog, Riflessioni
Ti ho cercato in casa ma non c’eri.
Mi sono spinta fin qui e ho sentito la radio.
Strana questa canzone, che significa l’era del cinghiale, ma poi il cinghiale non è bianco oppure si.
Fa molto caldo.
Perché stai sorridendo, ho cercato di capire se avevate litigato, ma credo di no, mamma non mi sembrava triste, mentre era in cucina.
Guarda questo albero si chiama oleandro, non fa tanta ombra, però ha un odore così bello lo sento solo in questo posto.
I fiori sono rosa mentre in quello vicino alla spiaggia sono bianchi.
Prima siamo andati al bar dell’hotel mentre tutti dormivano, ho comprato una coppetta di gelato bianco con un disegno al cioccolato nel centro.
Fortuna ha fatto cadere la sua e si è messa a piangere.
Mi piace andare in giro mentre tutti dormono dopo pranzo. Fa molto caldo ma non ci sono rumori, tutto sembra più lento e se guardi lontano lontano sembra che ci sia sempre l’acqua. E’ tutto più fermo, immobile.
Perché te ne stai solo , qui, in macchina papà?
Sei arrivato solo ieri sera.
Due settimane da solo senza di noi, cosa hai fatto?
Ho accompagnato la mamma a telefonarti dalla cabina, mentre preparavano la pizza gigante alla pizzeria degli americani.
Restano altre due settimane di vacanza e poi torniamo a casa.
No, non sono triste, sono contenta che torniamo tutti insieme.
Chissà se sembrerò più grande quando torno!
Questo strano cantante non l’ ho mai sentito.
Perché lo ascolti da solo papà?
Qui, sotto l’oleandro con lo sportello della macchina aperto.
Hai lavorato tanto?
Ci hai pensato?
La sera stavi sul letto a mangiare il panino, oppure restavi in cucina seduto vicino alla finestra del terrazzo.
Io sono felice che sei tornato.
Siamo andati dall’altro lato del fiume e Bruno ha lanciato le ciabatte nell’acqua all’improvviso.
L’acqua del fiume è molto fredda, lo attraversiamo dove è più bassa.
Dicono che ci sono i serpenti.
Hai mai attraversato un fiume?
Tu non hai paura dei serpenti?
Tu non hai mai paura papà!
Nonna, un giorno, è venuta con noi sulla spiaggia, ma non è andata dall’altra parte del fiume perché era troppo lontano.
Mamma e nonna hanno litigato e poi hanno litigato anche con gli zii, perché ha detto la nonna che ci hanno lasciate sole.
Ma tanto adesso ci sei tu papà, e noi non siamo più sole.
Sono sicura che l’ombrellone piantato meglio sarà il nostro, perché tu fai il fosso più grande.
Lo sai che ieri non abbiamo fatto il bagno perché il mare era agitato.
Le onde erano altissime.
Ogni onda che si ritirava, mi scavava un fosso sotto i piedi e la mia ombra era sempre più bassa.
Adesso mi sono ricordata, tu hai una paura papà…….Hai paura del mare,ma non ti devi preoccupare ti posso aiutare io a nuotare………..

Al mio papà che mi ha fatto trascorrere delle splendide vacanze, da piccola, e che ancora oggi ricordo e racconto.
Auguri Giuseppe.
da Mafalda Fusilli | Mar 13, 2016 | Blog, Cucina
Cup Cake all’arancia
mettere in una terrina lo zucchero semolato buccia d’arancia frullata, il burro a pezzetti temperatura ambiente e creare un composto omogeneo;
In un’altra terrina miscelare le uova con la panna e poi aggiungere la farina e il levito setacciati.
Dopo aver unito i due composti lavorarli con moderazione.
Preparare gli stampini con gli appositi pirottini (ce ne sono di diverse misure, in queste foto io ho usato quelli medio-piccoli) e versare il composto per ogni stampo raggiungendo i due terzi, ma anche di meno, dello stampo.
Mettere in forno ventilato, pre-riscaldato per 12/15 minuti a 180°.
Devono crescere e dorarsi, controllare con uno stuzzichino la cottura, nel senso che una volta immerso nel dolcetto lo stuzzichino deve uscirne asciutto.
FROSTING AL CIOCCOLATO
Sciogliere il cioccolato a bagnomaria,aggiungere il formaggio spalamabile, nel mentre montare a neve la panna, e dopo aggiungervi lo zucchero a velo .
Unire tutto il composto, e lasciarlo raffreddare in frigo per un’oretta.
Preparare la sacca o la siringa per le decorazioni……e decorare.

