Le Coccetelle. La pasta di Monteforte.

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Secondo una ricerca pubblicata in questi ultimi tempi il lavoro di una mamma- casalinga dovrebbe avere una retribuzione pari a settemila euro al mese.

Mi sono chiesta quanto vengano valutate le prestazioni extra come segretaria di produzione, gps domestico, sostegno psicologico del marito,guardia del corpo, nutrizionista, e quanto altro.

Ma non voglio farla lunga, questa e la vita che ho scelto e quindi pedalo questa bicicletta…

E pedalando pedalando ho deciso di imparare a fare la pasta fatta fatta a mano;perché come diceva mia nonna “chi si ferma è perduto” o anche “impara l’arte e mettila a parte” (nonna ne aveva per tutti), da qualche settimana seguo un corso di pasta fatta a mano presso il ristorante Mimi’ a Monteforte Irpino.

Devo fare una premessa, io sono una che in cucina se la cava! quindi non sono a digiuno di impasti e affini, ma già dai primi minuti del corso ho capito che si trattava di una cosa serissima.

Lo sapevate che le coccetelle non sono orecchiette e non sono neanche sciuscelle avellinesi ? Io no!

Parlando di questo appuntamento con un’amica ho pure sbagliato il nome della pasta dicendole che stavo per imparare a fare le coccinelle…

La semola dell’impasto non deve essere rimacinata ma grezza e non si compra al supermercato, l’ho imparato mio malgrado quando il primo impasto come compito a casa è uscito un ibrido tra das e plastichina.

Ci vuole un coltello di tipo antico senza zigrinatura, e io per fortuna ho un servizio di posate della nonna di Fabio.
Se impasti con acqua bollente le rendi più veloci per la cottura però rischi un’ustione di primo grado, se le fai con acqua tiepida devi ricordare che cuociono di più.
Non puoi arrotolare lo gnocchetto perché altrimenti sembra un’orecchietta, infatti io alla ennesima reprimenda da parte dell’istruttrice ho giustificato, una migrazione del formato dalla Puglia alla Campania.
Non si schiacciano, non si allungano e non si chiudono, perché sono coccetelle mica sciuscelle!
Al decimo richiamo di questo tipo ho deciso di chiedere con fare ingenuo, che mi si addice tanto, quali fossero le sciuscelle, e dopo un lampo di genio ho esclamato di aver capito che si tratta dello gnocco allungato, non vi dico la faccia dell’istruttrice, della serie ma questa da dove viene????

Ci sono volute due lezioni per capire il giusto impasto, e tre ore per mettere a punto la giusta forma.

In un’ora e mezza sono riuscita a fare 10 coccetelle (di forma perfetta) anche perché a ogni ronda degli istruttori quelle brutte vengono sequestrate e buttate; non vi dico il piagnucolio continuo di mia cognata, accanto a me, ogni volta che le tolgono le sue dal vassoio.

Nel frattempo ho appreso che la semola è stata portata in Irpinia dagli Angioini, che questa tradizione montefortese nacque nella zona Campi dove Le Tabaccare della Vetriera, zia Menea, zia Lisetta e scì scì e Ninella ,vendevano la pasta ai napoletani che passavano per andare a far visita alla Mamma Schiavona a Montevergine.

Mentre nel centro del paese Marazella, Nannina e Piciaglia, Luciella e Marrocca e Vecenza e Morcone fornivano gli avventori con coccetelle, fusilli, paccheri e schiaffoncelle.

Inoltre ho saputo che il corso, organizzato dalla pro loco di Monteforte Irpino “Mons Fortis”, è presente sul territorio da diversi anni ed è finalizzato alla riscoperta dei piatti tipici della tradizione, si concluderà con la sagra che si terrà in paese il 17 e 18 Luglio , Coccetelle and friends.

Le più brave del corso saranno onorate e parteciperanno alla preparazione di tutte le coccetelle che ci vorranno per la sagra, io credo che sarò pronta per il 2027!

Anche se il mio piccolo vassoio fatto mercoledì scorso ha riscosso molto successo finanche mio padre, esigentissimo in fatto di pasta, ha detto che erano gradevoli.

Quindi come diceva mia nonna “chi tene a lengua va in sardegna“,non so se ci azzecca molto ma lo scrivo lo stesso perché mi piace, ci vediamo la prossima volta e vediamo se ci sono andata!!!

Ricetta delle Coccetelle

1 kg.di semola non rimacinata
sale quanto basta
500 ml acqua bollente
impastare e mettere a riposo per 2 ore in un canovaccio

dividere il panetto dopo un breve rimpasto e procedere con la forma delle coccetelle

Ricetta sugo fresco

pomodorini di collina
aglio e olio evo
sale quanto basta
basilico

Mafalda Fusilli

Sono una quarantenne, mamma di due figli maschi. Sono di Avellino, ma avrei tanto voluto essere di New York. Ho studiato biologia a Napoli, ma forse, sarebbe stato meglio studiare storia delle religioni delle tribù sud sahariane. Adoro i libri, il cinema, la buona cucina, le penne, le moleskine, e le persone diverse da me. Spesso, mi ritrovo a voler dire tutto quello che mi passa per la testa,e forse con questo diario ho trovato il modo di farlo. Mafalda

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